mercoledì 15 gennaio 2014

Salpare l'ancora







Conosco delle barche che restano nel porto per paura che le correnti le trascinino via con troppa violenza.
Conosco delle barche che arrugginiscono in porto per non aver mai rischiato una vela fuori.
Conosco delle barche che si dimenticano di partire hanno paura del mare a furia di invecchiare
e le onde non le hanno mai portate altrove, il loro viaggio è finito ancora prima di iniziare.
Conosco delle barche talmente incatenate che hanno disimparato come liberarsi.
Conosco delle barche che restano ad ondeggiare per essere veramente sicure di non capovolgersi.
Conosco delle barche che vanno in gruppo ad affrontare il vento forte al di là della paura.
Conosco delle barche che si graffiano un po' sulle rotte dell'oceano ove le porta il loro gioco.
Conosco delle barche che non hanno mai smesso di uscire una volta ancora, ogni giorno della loro vita e che non hanno paura a volte di lanciarsi fianco a fianco in avanti a rischio di affondare.
Conosco delle barche che tornano in porto lacerate dappertutto, ma più coraggiose e più forti.
Conosco delle barche straboccanti di sole perché hanno condiviso anni meravigliosi.
Conosco delle barche che tornano sempre quando hanno navigato. Fino al loro ultimo giorno, e sono pronte a spiegare le loro ali di giganti perché hanno un cuore a misura di oceano.

5 commenti:

  1. Adhara, salpiamo? "Verso l'infinito e oltre".
    Io ho sempre avuto una paura fottuta di salpare, eppure in un certo senso, questi ultimi miei anni di vita sono stai un (come si dice? Salpaggio?Salpo?Arrembaggio? Ah, no quella è un'altra roba) continuo, Chissà che succederà!

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    1. ps povera me, appena aperto il post, anziché leggere "salpare l'ancora", ho letto "palpare l'ancora". :P

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    2. Palpare l'ancora...why not?:D
      Chissà che succederà...finchè ce lo chiediamo ancora vuol dire che stiamo navigando!!;))

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  2. Una metafora interessante per il mare della vita...e la tua che barca è?

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  3. Grazie, Mr.Loto.
    La mia è una barca che ha segnato tante rotte pur nelle condizioni più disperate, che ha seguito tanti venti spronata dall'intuito e dall'istinto: si è lacerata, verniciata, spezzata, capovolta,...ma non ha mai cessato di rimboccarsi le maniche e ritornare a splendere cavalcando l'onda da cui molti scapperebbero.
    E tu?
    Grazie per essere passato

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