venerdì 9 ottobre 2015

 Adhara 


Carissimi che venite qui a sollazzarvi tra le mie parole è giusto che io vi dica (o almeno mi sento di dovervelo svelare) che c'è stato un qualcosa che mi ha spinto a ritornare a punzecchiare la tastiera e liberare questo battito che pulsa in  me...


Una sera ho deciso che dovevo smetterla di piangermi addosso ed avere paura di uscire di casa perché non conosco più nessuno là fuori con cui poter scambiare anche solo due parole e mentre pensavo tutto ciò...arriva una voce, una musica che letteralmente mi rapisce e sembra sostenermi nel mio intento di cambiare, di vincere questo limite mentale (quante pippe maremma!).

In particolare un passo del testo che recita così:
"A modo tuo,
andrai a modo tuo,
camminerai e cadrai,
ti alzerai
sempre a modo tuo"

Chi non conosce la mia storia e le vicissitudini che mi hanno spinto ad aprire questo blog forse non troverà un filo logico a tutto, ma gli amatissimi e fedelissimi sanno a cosa sto pensando ora e sicuramente ricorderanno un post (un capolavoro a mio avviso scritto da una persona che sa il fatto suo) in cui si parlava di una bambina che si ritrovava adulta e ad un certo punto prendeva in braccio se stessa bambina come a far pace e a sancire un legame con tutto ciò che fin da bimbi ci portiamo dietro e per forza di cose resta indelebile dentro di noi e se anche per tanti anni rimane sepolto chissà dove prima o poi torna a farsi sentire.
Ecco io quella volta commentai, ma sinceramente oggi so bene cosa volesse dire veramente.
E' fantastico osservare come la vita ci preserva sempre dal non farci cadere miseramente e come tutto torna utile e prezioso a tempo debito.
L'importante è (come dice la canzone che ho citato sopra) camminare, cadere e rialzarsi sempre a modo nostro senza che ci venga imposto.
Io sento di dover ringraziare tutti coloro che ho incontrato lungo il cammino fino a qui e soprattutto chi mi ha sfidato facendomi fare i conti con ciò che non sempre (anzi quasi mai) hai preventivato.
Si dice che la vita sia fatta di tante fasi e credo di averne chiusa una molto importante. Mi farà compagnia sempre altrimenti ora non sarei così.
Adesso si stanno aprendo tante strade e se mi guardo dal di fuori mi sento come quell'omino della pubblicità che si trovava a dover scegliere tra tre strade indicate da una freccia colorata.
Non voglio fare il Marzullo del caso (par carità!), ma rimurginare sul passato ti fa perdere solo delle occasioni nel presente e là continuerai ad appigliarti finchè non vivrai nell' hinc et nunc così da crearti nuovi ricordi a cui aggrapparti e dai quali reinventarti.
Il mio carattere sta cambiando: ero un cane rabbioso pronto ad azzannarti se ce ne fosse bisogno, ma la vita mi sta insegnando a barattare esperienze, abitudini, modi di pensare senza scattare subito e perdermi anche il succo di ciò che l'altro tentava di dirmi.
Ero disposta a stare serena ed essere assertiva solo con i bambini che ogni giorno avevo la fortuna di coccolarmi e ora che li ho dovuti lasciare mi rendo conto di quanto mi hanno insegnato, regalato, consegnato in custodia...
Incredibile la vita

Ora voglio però farvi un appello:
se vi fosse mai capitato di sentire che qualcosa è rimasto in sospeso...
A Il tempo cura le ferite
B Ciò che pulsa non smetterà mai di farlo per cui cerca di riparare

Ao B?
B o A?


Questo post è scritto di getto.
Troverete incongruenze, lo so bene, ma ho voluto mettere per iscritto ciò che sento.
Ora sono così, io sono così ... abbiate pazienza!;-)


Per chi volesse curiosare questa è la canzone che è stata la musa ispiratrice del mio ritorno.
Buon ascolto

lunedì 5 ottobre 2015

Un gran bel film




A volte mi chiedo se questa calma apparente abbia un senso ...

Sì, apparente per chi mi vede dal di fuori; eppure qui dentro so solo io che tempesta si sta scatenando.
Non so sottrarmi a questo impeto e riesco a godere solo a posteriori dei piccolissimi traguardi giornalieri.
Sapevo che ricominciare tutto e a quest'età non sarebbe stato troppo facile, ma talvolta non mi riconosco.
Ora so che l'inattività mi rende nevrastenica (non ci sono abituata a stare senza far niente), ma allo stesso tempo pur odiando questa condizione non trovo la forza per scrollarmi via di dosso sto torpore.
Che mi succede?
E' questo che si intende per rallentare per ritrovarsi?
E' questo che presuppone il "prendersi del tempo per sè per curare le ferite"?
Dopo tutto sapevo che non è cambiando luogo che cambi ciò che di te non ti va a genio.
Sapevo anche che mettere troppa carne al fuoco mi avrebbe portato a fare i conti con i miei pensieri da sempre tanto ballerini.
Mi domando solo se chi come me (continuamente alla ricerca di quel qualcosa in più) alla fine non finisca per perdersi nel deserto dell'inconclusione.
Non ho molti pensieri positivi in questo momento; ho perso un po' le speranze di riuscire a tornare a brillare.
Mi lascio vivere nel senso che prendo quello che arriva e cerco quanto meno di non far brutta figura.
Ho tanti progetti in mente, tante cose che avrei già voluto realizzare, ma per un motivo o per l'altro non mi è stato possibile ...ora senza lavoro la vedo ancora più dura.
E' assurdo che quando la tua giornata è occupata dal lavoro (seppur fatto con tanta passione) ti lamenti perchè il tempo e le forze non sono sufficienti per dedicarsi a qualche altro impegno (più ricreativo); invece quando non hai un lavoro e potresti dedicarti con più dedizione a ciò che veramente vuoi, non riesci a godertelo perchè psicologicamente non sei tranquillo e sereno per gustarlo al meglio sia perchè ti senti inutile sia perchè le finanze si accumulano lentamente, ma si esauriscono moooolto velocemente.
Che dire?
Sono cinque mesi che mi sento così e mi sarei anche stufata, soprattutto di essere presa in giro da offerte di lavoro "fatiscenti".

In bocca al lupo a me!