A volte...ripartono...
"Eh già sembrava la fine del mondo ma sono ancora qua"
Devo aver preso alla lettera il motto "chi si ferma è perduto" perché sono di nuovo nel clou di un trasloco verso un luogo che frequento da tanti anni e dove ho deciso di stanziarmi (in via definitiva, forse).
È la prima volta che mi succede: ora vado in un posto a me più familiare dove ho già delle amicizie (di ottima annata) e diverse conoscenze; so come orientarmi, quali strade percorrere, cosa evitare.
Eppure dentro di me c' è sempre quella strana sensazione della "prima volta" ...
Sai quando dici "io là, ma figurati; fantastico andarci in vacanza, ma definitiva non so se ce la farei?!"
Ecco appunto per me rappresenta da sempre il luogo della vacanza vissuto come tale.
Lì dove distendi i sensi estraniandoti da tutto e vivi come se non ci fosse altro di cui preoccuparsi perché quelli sono giorni che hai concesso a te stessa per volerti bene e coccolarti un po'.
Allora direte voi: what's the problem?
Ciò che mi interroga è proprio questo.
Un po' come quando vuoi tanto bene a qualcuno, ma allo stesso tempo ti senti attratto e non sai se dichiararti rischiando di rovinare tutto o continuare ad avere lo stesso bel rapporto (finché è possibile, chiaro).
Allora il luogo fino ad ora caldo e tenero rifugio sarà con me ogni giorno e spero che sapremo continuare a parlarci e coccolarci ancora senza perdere la forza che lo ha contraddistinto sino ad oggi.
Finora nessuno di coloro che mi conoscono hanno fatto salti di gioia quando ho esternato questa mia volontà: un po' me l'aspettavo, ma...
Io ho sempre seguito l' istinto nelle mie scelte tuttavia è la prima volta che sento qualcosa che ancora non riesco a spiegarmi.
Il tempo mi darà le risposte che cerco e speriamo che la mia permanenza possa lasciare il segno.
Ho tante idee in testa e voglia di cambiamento.
Somewhere over the rainbow
giovedì 23 marzo 2017
venerdì 9 ottobre 2015
Adhara
Carissimi che venite qui a sollazzarvi tra le mie parole è giusto che io vi dica (o almeno mi sento di dovervelo svelare) che c'è stato un qualcosa che mi ha spinto a ritornare a punzecchiare la tastiera e liberare questo battito che pulsa in me...
Una sera ho deciso che dovevo smetterla di piangermi addosso ed avere paura di uscire di casa perché non conosco più nessuno là fuori con cui poter scambiare anche solo due parole e mentre pensavo tutto ciò...arriva una voce, una musica che letteralmente mi rapisce e sembra sostenermi nel mio intento di cambiare, di vincere questo limite mentale (quante pippe maremma!).
In particolare un passo del testo che recita così:
"A modo tuo,
andrai a modo tuo,
camminerai e cadrai,
ti alzerai
sempre a modo tuo"
Chi non conosce la mia storia e le vicissitudini che mi hanno spinto ad aprire questo blog forse non troverà un filo logico a tutto, ma gli amatissimi e fedelissimi sanno a cosa sto pensando ora e sicuramente ricorderanno un post (un capolavoro a mio avviso scritto da una persona che sa il fatto suo) in cui si parlava di una bambina che si ritrovava adulta e ad un certo punto prendeva in braccio se stessa bambina come a far pace e a sancire un legame con tutto ciò che fin da bimbi ci portiamo dietro e per forza di cose resta indelebile dentro di noi e se anche per tanti anni rimane sepolto chissà dove prima o poi torna a farsi sentire.
Ecco io quella volta commentai, ma sinceramente oggi so bene cosa volesse dire veramente.
E' fantastico osservare come la vita ci preserva sempre dal non farci cadere miseramente e come tutto torna utile e prezioso a tempo debito.
L'importante è (come dice la canzone che ho citato sopra) camminare, cadere e rialzarsi sempre a modo nostro senza che ci venga imposto.
Io sento di dover ringraziare tutti coloro che ho incontrato lungo il cammino fino a qui e soprattutto chi mi ha sfidato facendomi fare i conti con ciò che non sempre (anzi quasi mai) hai preventivato.
Si dice che la vita sia fatta di tante fasi e credo di averne chiusa una molto importante. Mi farà compagnia sempre altrimenti ora non sarei così.
Adesso si stanno aprendo tante strade e se mi guardo dal di fuori mi sento come quell'omino della pubblicità che si trovava a dover scegliere tra tre strade indicate da una freccia colorata.
Non voglio fare il Marzullo del caso (par carità!), ma rimurginare sul passato ti fa perdere solo delle occasioni nel presente e là continuerai ad appigliarti finchè non vivrai nell' hinc et nunc così da crearti nuovi ricordi a cui aggrapparti e dai quali reinventarti.
Il mio carattere sta cambiando: ero un cane rabbioso pronto ad azzannarti se ce ne fosse bisogno, ma la vita mi sta insegnando a barattare esperienze, abitudini, modi di pensare senza scattare subito e perdermi anche il succo di ciò che l'altro tentava di dirmi.
Ero disposta a stare serena ed essere assertiva solo con i bambini che ogni giorno avevo la fortuna di coccolarmi e ora che li ho dovuti lasciare mi rendo conto di quanto mi hanno insegnato, regalato, consegnato in custodia...
Incredibile la vita
Ora voglio però farvi un appello:
se vi fosse mai capitato di sentire che qualcosa è rimasto in sospeso...
A Il tempo cura le ferite
B Ciò che pulsa non smetterà mai di farlo per cui cerca di riparare
Ao B?
B o A?
Questo post è scritto di getto.
Troverete incongruenze, lo so bene, ma ho voluto mettere per iscritto ciò che sento.
Ora sono così, io sono così ... abbiate pazienza!;-)
Per chi volesse curiosare questa è la canzone che è stata la musa ispiratrice del mio ritorno.
Buon ascolto
lunedì 5 ottobre 2015
Un gran bel film
A volte mi chiedo se questa calma apparente abbia un senso ...
Sì, apparente per chi mi vede dal di fuori; eppure qui dentro so solo io che tempesta si sta scatenando.
Non so sottrarmi a questo impeto e riesco a godere solo a posteriori dei piccolissimi traguardi giornalieri.
Sapevo che ricominciare tutto e a quest'età non sarebbe stato troppo facile, ma talvolta non mi riconosco.
Ora so che l'inattività mi rende nevrastenica (non ci sono abituata a stare senza far niente), ma allo stesso tempo pur odiando questa condizione non trovo la forza per scrollarmi via di dosso sto torpore.
Che mi succede?
E' questo che si intende per rallentare per ritrovarsi?
E' questo che presuppone il "prendersi del tempo per sè per curare le ferite"?
Dopo tutto sapevo che non è cambiando luogo che cambi ciò che di te non ti va a genio.
Sapevo anche che mettere troppa carne al fuoco mi avrebbe portato a fare i conti con i miei pensieri da sempre tanto ballerini.
Mi domando solo se chi come me (continuamente alla ricerca di quel qualcosa in più) alla fine non finisca per perdersi nel deserto dell'inconclusione.
Non ho molti pensieri positivi in questo momento; ho perso un po' le speranze di riuscire a tornare a brillare.
Mi lascio vivere nel senso che prendo quello che arriva e cerco quanto meno di non far brutta figura.
Ho tanti progetti in mente, tante cose che avrei già voluto realizzare, ma per un motivo o per l'altro non mi è stato possibile ...ora senza lavoro la vedo ancora più dura.
E' assurdo che quando la tua giornata è occupata dal lavoro (seppur fatto con tanta passione) ti lamenti perchè il tempo e le forze non sono sufficienti per dedicarsi a qualche altro impegno (più ricreativo); invece quando non hai un lavoro e potresti dedicarti con più dedizione a ciò che veramente vuoi, non riesci a godertelo perchè psicologicamente non sei tranquillo e sereno per gustarlo al meglio sia perchè ti senti inutile sia perchè le finanze si accumulano lentamente, ma si esauriscono moooolto velocemente.
Che dire?
Sono cinque mesi che mi sento così e mi sarei anche stufata, soprattutto di essere presa in giro da offerte di lavoro "fatiscenti".
In bocca al lupo a me!
sabato 26 luglio 2014
IL MIO PUNTO DI VISTA
Periodo a dir poco febbricitante...
La mia famiglia continua a chiedermi spiegazioni, rassicurazioni su tutto ciò che sto combinando in questo momento.
Capisco.
Non dev'essere facile comprendere la mia situazione attuale scaturita da una scelta molto importante.
Vivi per tanto tempo una situazione che all'esterno viene interpretata come un ambiente sicuro, protetto, ben definito perché anche gli altri conoscono gli attori della commedia e le loro vicissitudini.
Un bel giorno la bolla di sapone pur essendo grande, luccicante e sospesa in volo viene raggiunta da un soffio di vento che la fa immancabilmente scoppiare...
Eh gli attori perdono l'equilibrio pur sapendo che a fatica lo ritroveranno, ma gli spettatori urlano, protestano, si infuriano perché la commedia che ormai per anni si erano abituati a vedere non sarà più la stessa e lo sanno benissimo, ma nonostante questo sembrano non volerlo accettare.
Con molto impegno provi a spiegare che gli attori stanno meglio ora che in passato, ma c' è sempre quel qualcosa in più che manca loro per potersi di nuovo rassicurare.
Quel qualcosa in più però è il mio punto di vista, la mia goccia di sapone che solo io so veramente che odore ha e per quanto tu lo voglia o lo possa spiegare agli altri non riusciranno mai a fiutare lo stesso profumo che io conosco molto bene.
Anzi trovo che più provo a descrivere il mio punto di vista e più sembrano non capire poiché ognuno interpreta le cose in base al proprio vissuto ed esperienza.
Morale della favola:
credo che se vuoi davvero bene a qualcuno non hai bisogno di ricevere spiegazioni.
Ti basta osservare il suo viso, respirare la nuova luce che brilla sul suo volto per capire che sta bene e che puoi fidarti davvero se dice che è così.
Basta paranoie, rivoltare sempre la stessa minestra per trovare ulteriori colpe o responsabilità.
Ognuno alla fine è responsabile delle proprie scelte e sulla tua vita nessuno può pretendere di avere in mano il timone.
Non serve guardare il mare per vedere se la rotta è quella giusta, ma soltanto lo sguardo impresso negli occhi del timoniere!
La mia famiglia continua a chiedermi spiegazioni, rassicurazioni su tutto ciò che sto combinando in questo momento.
Capisco.
Non dev'essere facile comprendere la mia situazione attuale scaturita da una scelta molto importante.
Vivi per tanto tempo una situazione che all'esterno viene interpretata come un ambiente sicuro, protetto, ben definito perché anche gli altri conoscono gli attori della commedia e le loro vicissitudini.
Un bel giorno la bolla di sapone pur essendo grande, luccicante e sospesa in volo viene raggiunta da un soffio di vento che la fa immancabilmente scoppiare...
Eh gli attori perdono l'equilibrio pur sapendo che a fatica lo ritroveranno, ma gli spettatori urlano, protestano, si infuriano perché la commedia che ormai per anni si erano abituati a vedere non sarà più la stessa e lo sanno benissimo, ma nonostante questo sembrano non volerlo accettare.
Con molto impegno provi a spiegare che gli attori stanno meglio ora che in passato, ma c' è sempre quel qualcosa in più che manca loro per potersi di nuovo rassicurare.
Quel qualcosa in più però è il mio punto di vista, la mia goccia di sapone che solo io so veramente che odore ha e per quanto tu lo voglia o lo possa spiegare agli altri non riusciranno mai a fiutare lo stesso profumo che io conosco molto bene.
Anzi trovo che più provo a descrivere il mio punto di vista e più sembrano non capire poiché ognuno interpreta le cose in base al proprio vissuto ed esperienza.
Morale della favola:
credo che se vuoi davvero bene a qualcuno non hai bisogno di ricevere spiegazioni.
Ti basta osservare il suo viso, respirare la nuova luce che brilla sul suo volto per capire che sta bene e che puoi fidarti davvero se dice che è così.
Basta paranoie, rivoltare sempre la stessa minestra per trovare ulteriori colpe o responsabilità.
Ognuno alla fine è responsabile delle proprie scelte e sulla tua vita nessuno può pretendere di avere in mano il timone.
Non serve guardare il mare per vedere se la rotta è quella giusta, ma soltanto lo sguardo impresso negli occhi del timoniere!
domenica 13 luglio 2014
I sogni danno forma al mondo
Io non lo so
quanto tempo abbiamo
quanto ne rimane
io non lo so
che cosa ci può stare
io non lo so
chi c'è dall'altra parte
non lo so per certo
so che ogni nuvola è diversa
so che nessuna è come te
Io non lo so
se è così sottile
il filo che ci tiene
Io non lo so
che cosa manca ancora
Io non lo so
se sono dentro o fuori
se mi metto in pari
so che ogni lacrima è diversa
so che nessuna è come te
Sono sempre i sogni a dare forma al mondo
Sono sempre i sogni a fare la realtà
Sono sempre i sogni a dare forma al mondo
e sogna chi ti dice che non è così
e sogna chi non crede che sia tutto qui
Io non lo so
se è già tutto scritto
come è stato scritto
Io non lo so
che cosa viene dopo
Io non lo so
se ti tieni stretto
ogni tuo diritto
so che ogni attimo è diverso
so che nessuno è come te
E a giornata finita
a stanchezza salita
a salute brindata
provi a fare i conti
A giornata finita
alla fine capita
a preghiera pensata
tu ti prendi il tempo che
Sono sempre i sogni a dare forma al mondo
Sono sempre i sogni a fare la realtà
Sono sempre i sogni a dare forma al mondo
e sogna chi ti dice che non è così
e sogna chi non crede che sia tutto qui
L.Ligabue
martedì 1 luglio 2014
Niente paura
Ci sono dei giorni in cui mi sento morire tra un passato appena "lasciato" e un presente ancora tutto da definire; eppure è uno dei periodi più intensi della mia vita, sto realizzando dei sogni tenuti al buio del cassetto per anni e ora inaspettatamente realizzati.
Credo che il timoniere della mia nave (a volte ho creduto fosse una zattera costruita con il sudore della fronte e la grinta della tenacia) non si sia mai smarrito, ma soltanto io ho perduto la vista dell'orizzonte perché confusa dalla foschia del mattino o intrappolata a mò di involtino in mezzo alla vela troppo bassa.
Facevo spesso questo gioco da bambina: mi tuffavo nelle tende di casa e mi rotolavo fino a non sciogliermi più e mi perdevo in questa danza fatta di apertura verso l'esterno ed introspezione.
Oggi quest'immagine mi è venuta davanti agli occhi e mi ha emozionato a tal punto da voler riprovare e sorrido pensando che è un po' quello che psicologicamente sto vivendo in questa fase della mia vita.
Con il senno di poi so che ho vicino a me una persona a cui immancabilmente mi sento legata, con cui ho condiviso tantissimi momenti cruciali della mia vita e meravigliose esperienze; una persona su cui si può contare sempre e affidabile al mille per mille!
E' cambiato solo il modo di guardare, ma il cammino precede lo stesso...
Dall'altra parte ho scoperto di avere persone pronte a farsi in quattro per me per strapparmi un sorriso conoscendo il mio periodo non troppo sereno e io mi sento fortunata.
Sì, fortunata: a raccogliere tanto amore senza la minima pretesa; a gioire di coccole inaspettate, ma vere, calde, genuine; a sapere che non può essere tutto perduto finché tu stessa sai che non puoi deluderti e mollare.
Mordo, mordo sta vita e tutti i piaceri che mi vuole riservare!!
Scalpito se qualcosa non mi va a genio e lo faccio vedere con tutta la furia di cui sono capace senza nascondermi!Chi mi conosce sa quanto sono determinata e se mi ficco qualcosa in questo cervello pazzerellone mi tocca dargli retta ed assecondarlo se no mi rompe le balle finché non lo faccio.
Un cammino nuovo, una nuova mano stretta alla mia pur non dimenticando che la persona a cui non si può mai dire "aspetta, zitta, non rompere"siamo solo noi.
Ce la debbo fare per forza e tu che da qualche parti guidi sta nave in mezzo ai flutti abbi cura di me!!
lunedì 9 giugno 2014
Un gran bel viaggio
Ho
bisogno
di
sapere
per
questo
voglio
rimanere.
Ho
bisogno
di
sentire
tutto quello
che
hai
da dire...
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